"Il documento seguente riguarda il ripristino dell’attività odontoiatrica durante la fase due della pandemia covid 19 che si è diffusa alla fine di Dicembre 2019 nel territorio di Wuhan in Cina ed è giunta in Europa con i primi focolai in Italia: il primo caso si è rilevato a Codogno in Lombardia il 21 febbraio 2020.

L’11 marzo 2020 l’OMS ha dichiarato che il focolaio internazionale di infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2 è una pandemia.

Il 14 marzo 2020 è stato sottoscritto il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid 19 negli ambienti di lavoro” recante indicazioni sulle misure di sicurezza da adottare per lo svolgimento delle attività negli ambienti di lavoro, a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e per la prevenzione da contagio.

A fronte della diffusione del virus, il Governo Italiano, con DPCM del 10 aprile 2020, ha esteso le misure di contenimento dell’epidemia di coronavirus adottate fino al 3 maggio 2020, confermando tutte le restrizioni già in vigore per gli spostamenti delle persone, la sospensione delle attività didattiche in presenza (scolastiche e universitarie), delle cerimonie, degli spettacoli e delle competizioni sportive, nonché la chiusura delle attività produttive non indispensabili.

Dal 4 maggio 2020 si è riaperta la fase due dell’emergenza con la graduale riapertura degli esercizi commerciali e delle attività produttive.

L’odontoiatria italiana che per il 93% risulta privata e per il 7% pubblica, in realtà non ha mai cessato la propria attività, limitandola però nella fase uno alla gestione delle urgenze e di quelle prestazioni giudicate indifferibili dal sanitario e dal paziente.

Questo è stato dovuto ad uno spirito di protezione verso operatori e pazienti nella fase acuta della pandemia, pur generando parecchi problemi per tutta una serie di patologie che, essendo state per forza trascurate, hanno rischiato e rischiano di generare gravi compromissioni alla salute del paziente non solo a livello orale ma anche sistemico.

In questo senso il tavolo tecnico di odontoiatria, insediatosi su proposta del Viceministro Sen. Pierpaolo Sileri con incarico derivante dalla segreteria del Capo di Gabinetto del Ministro in data 10 Aprile 2020, inviato ai componenti nominati e precisamente Prof. Enrico Gherlone, Prof.ssa Antonella Polimeni, dott. Fausto Fiorile, dott. Raffaele Iandolo, dott. Carlo Ghirlanda ed avendo individuato come da richiesta dello stesso Capo di Gabinetto un referente indicato dagli stessi nella persona del Prof. Enrico Gherlone, ha emanato queste indicazioni operative per la ripartenza in sicurezza durante la fase 2 dell’attività odontoiatrica.

In data 30 aprile 2020 il documento prodotto è stato recapitato al Capo della Segreteria del Viceministro Sen. Sileri, che ha provveduto a trasmetterlo in data 1 maggio alla Segreteria del Capo di Gabinetto del Ministro e al Prof. Agostino Miozzo, coordinatore del Cts nazionale. Il documento è stato validato dal Cts in data 13 maggio 2020 e sono state inserite alcune piccole modifiche riportate nel testo.

Quelle descritte, sono indicazioni cliniche procedurali di riferimento riguardanti gli standard minimi di sicurezza che gli studi odontoiatrici dovranno adottare al fine di ridurre al minimo il rischio di trasmissione di infezione in ambito odontoiatrico, poiché ogni paziente va considerato come potenzialmente contagioso.

L’importante è che non si scenda al di sotto del livello indicato poiché in questo caso non sarà garantita la sicurezza del paziente e degli operatori.

Naturalmente, conoscendo poco di questo virus, progressivamente la ricerca porterà nuovi contributi e questi standard potranno essere modificati ed implementati.

Tutto ciò che è stato da noi prodotto deriva da basi scientifiche consultabili bibliograficamente e nulla è lasciato a considerazioni personali."

Questa l'introduzione dei Dr. Gherlone, Polimeni, Fiorile, Ghirlanda e Iandolo al documento sotto riportato.

Allegati:

[PDF] INDICAZIONI OPERATIVE PER L’ATTIVITA’ ODONTOIATRICA DURANTE LA FASE 2 DELLA PANDEMIA COVID-19

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